Dal 7 novembre 2019 al Museo di Palazzo Cipolla, Roma “Corrado Cagli. Folgorazioni e Mutazioni”

Il Museo di Palazzo Cipolla a Roma, dall’8 novembre al 6 gennaio 2020, ospita la mostra antologica Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni, dedicata alla vasta opera dell’artista italiano Corrado Cagli (1910/1976).

Roma – L’esposizione Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni è curata da Bruno Corà, storico e critico, presidente della Fondazione Burri, in collaborazione con l’Archivio Cagli, promossa dalla Fondazione terzo pilastro – Internazionale, e organizzata da Poema S.p.A. con il supporto di Comediarting.

Roma – La mostra Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni presenta un ampio repertorio di dipinti scelti, oltre a un cospicuo corpus di disegni, sculture, bozzetti e costumi teatrali, arazzi e grafiche, per un totale di circa 200 opere provenienti da importanti istituzioni e prestigiose collezioni private.

La mostra antologica Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni ricostruisce nella sua interezza la vasta attività creativa di uno dei maggiori protagonisti del dibattito artistico italiano e internazionale del XX secolo e riporta Corrado Cagli a Roma dopo la personale del 1999 tenutasi nelle sale della galleria Archivio Arco Farnese a cura di Fabio Benzi.

Il percorso espositivo di Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni permette al pubblico la visione dei maggiori cicli pittorici realizzati dall’artista: dai primi lavori giovanili in maiolica a quelli realizzati a olio o con altre tecniche del periodo della Scuola Romana (1928 – 1938), dalle prove neometafisiche (1946 – 1947) elaborate a New York agli studi sulla Quarta dimensione (1949), per passare ai Motivi cellulari (1949), alle Impronte dirette e indirette (1950), alle Metamorfosi (1957 – 1968), alle Variazioni orfiche (1957), alla serie delle Carte (1958 – 1963) e infine concludere con le Mutazioni modulari sviluppate fino a metà anni ’70.

Durante il percorso della mostra sarà possibile inoltre ammirare il monumentale cartone della pittura murale eseguita per la XXI Biennale di Venezia del 1938, Orfeo incanta le belve, mentre una sezione sarà incentrata sull’attività di scenografo e costumista teatrale.

«Oggi l’arte di Cagli esige nuove riflessioni – spiega il curatore Bruno Corà – un nuovo dibattito sul linguaggio e il pensiero estetico di questo indiscusso maestro del XX secolo va aperto. Questo momento espositivo consentirà di indagare e di affermare, con i nuovi strumenti critici a disposizione, l’attualità della lezione di Cagli, la cui azione proteiforme non cessa mai di stupire e di esercitare stimoli ad artisti chiamando oggi a declinare i modi della sua incessante ricerca e dei suoi esiti più alti».

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