L’8 e il 9 novembre al Teatro Argentina di Roma “LA MALADIE DE LA MORT “

L’8 e il 9 novembre al Teatro Argentina l’acclamata regista britannica, tra le più innovative e trasgressive della scena europea, Katie Mitchell è protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con la sua prima regia in lingua francese, LA MALADIE DE LA MORT, una rilettura in chiave cinematografica dell’omonima opera letteraria di Marguerite Duras. Profonda esplorazione dell’intimità, del genere, della pornografia e del sesso, la pièce racconta l’impossibilità d’amare di un uomo e una donna restituita dall’adattamento cinematografico con riprese “live”, mantenendo una dimensione misteriosa da thriller psicologico.
La riscrittura ad opera di Alice Birch è portata sulla scena da Laetitia Dosch e Nick Fletcher, e la voce narrante di Jasmine Trinca. Una grande coproduzione internazionale realizzata da Teatro di Roma – Teatro Nazionale con C.I.C.T. Théâtre des Bouffes du Nord, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Metastasio – Prato e assieme ad una nutrita schiera di teatri europei.
Un uomo aspetta una donna in una stanza d’albergo. È notte: il loro accordo prevede che lei arrivi di notte, silenziosa e remissiva. Tutto ciò che l’uomo vuole, lei deve farlo, e per questo riceverà un compenso. Il prezzo non è importante: l’unica cosa che conta, per l’uomo, è imparare come si ama, come si conosce un corpo femminile. Notte dopo notte la osserva, indagandola, cercando il suo segreto, annaspando nella violenza di un’intimità negata. Marguerite Duras – scrittrice controversa, autrice del celeberrimo L’amante – si insinua nella loro relazione inquieta, inconsueta, ambigua, e racconta l’impossibilità di una intimità autentica, emotiva, sessuale. Per Marguerite Duras, infine, La Maladie de la mort non è altro che l’incapacità di amare.
In scena telecamere filmano simultaneamente gli attori costruendo minuto per minuto lo spettacolo, nel rispetto delle regole voyeristiche sulle quali si struttura l’allestimento in un gioco di rimandi e visioni. Un punto di vista cinematografico che Katie Mitchell condivide con la Duras: l’intento è quello di restituire la profondità del divario che separa l’uomo e la donna, il maschile e il femminile. «La storia è stata scritta nel 1982 da Marguerite Duras. La giovane drammaturga Alice Birch ne ha data una nuova interpretazione – dichiara Katie Mitchell – Nel testo originale si tratta prevalentemente del punto di vista dell’uomo, invece qui si tratta soprattutto del punto di vista della donna: com’è essere la vittima di quel tipo di uomo? Volevamo usare le telecamere nello spettacolo per capire come l’uomo scruta il corpo della donna, interrogarci su come il suo corpo appare all’uomo, bilanciare il punto di vista maschile con il punto di vista femminile. Nelle prove abbiamo lavorato, ripresa dopo ripresa, su ogni singolo passo del testo. È stato un processo molto lento. Volevo offrire qualcosa che sapevo essere al di fuori di uno spettacolo teatrale “normale”. Così, quando lo guardi, in basso vedi “il teatro”, e in alto vedi sugli schermi le riprese che mostrano come quell’uomo che stai guardando sta scrutando il corpo della donna proprio in quel momento».
Lo spettacolo si inserisce nel percorso di Stagione DALLA PAGINA ALLA SCENA, nutrita sezione sul rapporto fra letteratura e scena: dall’inglese Katie Mitchell che riversa nel suo immaginario teatral-tecnico-cinematografico La Maladie della mort della Duras, nella quale anche un’altra giovane artista, Elena Arvigo, si inabissa, scegliendo Il Dolore; Emma Dante affronta Basile, scegliendo la novella La scortecata, mentre Valter Malosti compone nientemeno che una trilogia di donne ottocentesche composta da Senso di Boito, Anna Karenina di Tolstoj, Giro di vite da James. Fanny e Alexander completano il loro personale viaggio nella tetralogia di romanzi di Elena Ferrante, Storia di un’amicizia; Federico Tiezzi dirige Lucrezia Guidone come Signorina Else dal racconto di Schnitzler. Si passa poi alle pagine al maschile: Giancarlo Sepe sceglie il mix di ingenuità e scaltrezza di Barry Lyndon; Antonio Latella si misura con Torquato Tasso e la sua “favola pastorale” Aminta; del nipote di Collodi, Paolo Lorenzini, Bisordi riversa in scena il racconto Sussi e Biribissi per gli spettatori piu piccoli; il palermitano Davide Enia adatta per la scena il suo romanzo Appunti per un naufragio che diventa L’abisso; Lo Sguardo oltre il fango, dramma musicale, ispirato al romanzo di John Boyne Il bambino con il pigiama a righe.

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La tournée dello spettacolo:

Torino, Teatro Carignano: 3 e 4 novembre 2018 – Prima italiana
Roma, Teatro Argentina: 8 e 9 novembre 2018
Bologna, Teatro Arena del Sole: dal 13 al 16 novembre 2018
Prato, Teatro Fabbricone: dal 20 al 23 novembre 2018

TEATRO DI ROMA  Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, Roma
Biglietteria: 06.684.000.311/314 www.teatrodiroma.net Biglietti: da 40€ a 12 €
Orario spettacoli: 8 e 9 novembre ore 21.00

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