Fino al 25 febbraio al Teatro Vascello, Roma “Il fronte delle donne”

Il fronte delle donne, rilettura al femminile del primo conflitto mondiale, è frutto della ricerca storica, letteraria e musicale di Lucilla Galeazzi ed è un toccante e commovente percorso di riflessione sul più terribile e sanguinoso conflitto bellico che la storia ricordi e che sconvolse la vita quotidiana di milioni di uomini e donne. Nello spettacolo, che ha ottenuto la prestigiosa concessione per l’utilizzo del logo delle celebrazioni nazionali per il Centenario della Grande Guerra, si alternano testimonianze e musica, storie individuali e canti della tradizione popolare orale. I canti sono eseguiti in polifonia a tre voci, a due voci o a voce sola, anche senza alcun accompagnamento strumentale, mentre i racconti restituiscono con efficacia le emozioni e l’inferno di quella guerra, osservata da un punto di vista femminile. In scena con Lucilla Galeazzi il sestetto vocale Levocidoro, che da anni la accompagna nei suoi progetti di polifonia, Maria Rosaria Omaggio* e la chitarrista Stefania Placidi.

Grazie ad una accurata ricerca Lucilla Galeazzi ha ideato uno spettacolo che svela il ruolo delle donne, quasi sempre stralciato, durante il conflitto del ’15- ’18, il più grande e devastante massacro bellico che la storia ricordi. Una introduzione emozionante quella di Maria Rosaria Omaggio – che ha anche curato l’allestimento dello spettacolo – e che per il suo prologo a introdurre “Il Fronte delle Donne” e riportarci a cento anni fa, ha selezionato e scelto di interpretare: le poesie di guerra di Ungaretti, le pagine più significative dal voluminoso “Parla una donna – Diario di guerra” di Matilde Serao e i versi femministi di un’insospettabile Ada Negri.

Poi, 7 voci femminili e due chitarre attraverso narrazioni, testimonianze dirette e storiche, canti di soldati e donne, immagini di repertorio, luci e atmosfere, riportano alla luce in modo originale e commovente i ricordi che sono le radici della vita femminile dal 1915 in poi.

Dove erano e dove sono le donne che hanno partecipato al farsi della storia? Perché scompaiono così facilmente dalla memoria collettiva? Si tratta di una censura consapevole, voluta, oppure, cosa ancora peggiore, di una incapacità quasi automatica di riconoscere autonomia attiva al corpo e alla mente delle donne?

Personalmente propendo per quest’ultimo comportamento, tanta è la naturalezza con cui i nomi femminili vengono dimenticati e trascurati, persi nella preziosa ricostruzione della tela narrativa di un popolo, di un Paese. Purtroppo spesso sono proprio le donne a tapparsi gli occhi e la bocca di fronte alla storia scritta dai vincitori, preferendo riconoscersi nelle splendenti e rappresentative figure maschili, piuttosto che chiedersi il perché del silenzio sui nomi femminili. “Raccontare, dare riconoscibilità e parole ai fatti accaduti, sono attività fondamentali per la costruzione di un’identità di genere”, così afferma Dacia Maraini nella bella introduzione al libro “DONNE NELLA GRANDE GUERRA”

Proprio per questo è doveroso ritrovare la memoria della GRANDE GUERRA AL FEMMINILE, per capire come e quanto cambiarono le carte della vita quotidiana di milioni di uomini e donne all’inizio del 1900. Attraverso testimonianze, storie individuali e canti di tradizione orale, si ricorda con efficacia ed emozione l’inferno di quella guerra ed il totale cambiamento della società civile!

In scena 8 voci che recitano e cantano, accompagnate da due chitarre e da documenti video.

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