Il 20 e 21 febbraio, ore 21, al Teatro Cantiere Florida, Firenze “F R A M E”

Ispirato dalle opere del pittore Edward Hopper, va in scena martedì 20 e mercoledì 21 febbraio alle ore21:00, nell’ambito della stagione prosa del Teatro Cantiere Florida a cura di Elsinor, F R A M E di Alessandro Serra, produzione Koreja. Lo spettacolo, è una prima regionale ed è il primo appuntamento di una monografia di scena dedicata al regista e autore premio UBU 2017. La “monografia di scena” è una modalità, ormai consolidata al Teatro Cantiere Florida, che vuole focalizzare lo sguardo sul lavoro teatrale di alcuni esponenti della scena contemporanea, mostrando in un ottica organica la loro poetica e visione estetica. Alessandro Serra presenterà infatti al Florida anche il suo “Macbettu” il 15 marzo nell’ambito di “Materia Prima” curata da Murmuris.

La sospensione, l’attesa e l’istante si traducono in colore, luce e ombre nelle opere di Edward Hopper, celebre per aver rappresentato la solitudine dell’America nella prima metà del Novecento. Un universo pittorico a cui si è ispirato Alessandro Serra per F R A M E (ogni lettera è staccata dall’altra nel titolo come un frammento, un fotogramma distinto) . E Ogni opera di Hopper è stata trattata come un piccolo frammento di racconto dal quale distillare figure, situazioni, parole. “[…]Una novella visiva, senza trama e senza finale, direbbe Cechov, una porta semiaperta per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa– scrive Alessandro Serra nel raccontare il suo lavoro – Di Hopper non mi interessano le indubbie qualità pittoriche quanto piuttosto la capacità di imprimere sulla tela l’esperienza interiore. Ricrearla in scena, farla vedere, anche solo per un istante. Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica, egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni. Opere straordinarie compiute attraverso l’ordinario. Quanto più consuete sono le ambientazioni, abitate da figure semplici, tanto più si rivela la magia del reale”. Questa “riscoperta dell’ordinario”, per citare il filosofo americano Stanley Cavell, pone l’accento sui singoli istanti che creano significato, infatti continua Serra ”non vengono rappresentati eventi sensazionali, semplicemente un attimo in cui tutto cambia, senza clamore. Figure sempre ai margini di una soglia: una finestra, una vetrina di un bar, l’uscita di sicurezza di un teatro, un sipario socchiuso, una porta, il finestrino di un treno. In cerca di luce. Mentre fuori la vita, ferma, incombe. Deserte le strade, quieti gli oceani. E gli alberi, accesi dal sole, fanno schiera e creano sentieri bui».

Sul palco Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Mariarosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio e Giuseppe Semeraro. Serra ha inoltre curato scene, costumi e luci, collaborando ai movimenti di scena con la danzatrice e coreografa Chiara Michelini. Alessandro Serra si avvicina giovanissimo al teatro attraverso gli esercizi di trascrizione per la scena delle opere cinematografiche di Ingmar Bergman. Studia come attore inizialmente avvicinandosi alle azioni fisiche e ai canti vibratori di Grotowski, per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejercho’ld e Decroux. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Nel 1999 fonda la Compagnia Teatropersona, con la quale comincia a mettere in scena i propri spettacoli che scrive e dirige, creandone le scene, i costumi e le luci. Negli ultimi anni il lavoro di ricerca sulla scena come puro fatto materico si è concretizzato nella creazione di una “trilogia del silenzio”, in cui la drammaturgia è praticata quale vero e proprio espianto di aure dalle opere letterarie di Samuel Beckett, Bruno Schulz e Marcel Proust. Nel 2009 crea la sua prima opera per l’infanzia, Il Principe Mezzanotte, presentato in oltre duecento repliche in Italia e all’estero. Teatropersona ha portato in tournée i propri spettacoli in Italia, Francia, Svizzera, Corea, Russia, Polonia. Nel 2015 è autore e regista di H+G, vincitore del Premio Eolo Award quale “migliore novità di teatro ragazzi e giovani”. Nel 2017 con lo spettacoloMacbettu, vince il Premio UBU per il “miglior spettacolo dell’anno”. Tra le altre sue creazioni: Nella città di K (2000), Cechov non ha dimenticato(2003), Theresienstadt(2005), Beckett Box (2006, Premio europeo Beckett & Puppet), Il Principe Mezzanotte (2009, Premio dell’Osservatorio critico degli studenti al Premio Scenario Infanzia), Trattato dei manichini (2009, Premio ETI Nuove Creatività; Premio Lia Lapini scrittura di scena), Aure (2011), Il Grande Viaggio (2013, Premio del Pubblico FIT Festival di Lugano).

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