La stella della musica torna a Santa Cecilia dopo 26 anni di assenza con uno dei suoi cavalli di battaglia. Dirige Antonio Pappano, stasera e in replica il 19 e 20 gennaio a Roma

Con quaranta anni di carriera e oltre 10 milioni di dischi venduti, la violinista tedesca Anne-Sophie Mutterè una vera e propria star della musica: bella, brava e sofisticata, torna a Roma, all’Accademia di Santa Cecilia dove mancava da 26 anni, un po’ per l’agenda piena (e inviti tardivi) e un po’ (si dice) per cachet stellari.

L’appuntamento però è fissato per stasera, giovedì 18 gennaio ore 19.30 (in replica venerdì 19 ore 20.30 – sabato 20 ore 18) all’Auditorium Parco della MusicaSala Santa Cecilia, quando la violinista, con la direzione di Antonio Pappano sarà pronta ad eseguire uno suoi cavalli di battaglia, il Concerto per violinodi Beethovenentrato, e di diritto, nel repertorio di tutti i maggiori violinisti: scritto nel 1806 e dedicato a Stephan von Breuning, amico d’infanzia del compositore, all’inizio non ebbe fortuna, ma fu riscoperto in tutta la sua bellezza solo nel corso di una successiva esecuzione postuma.

Anne-Sophie Mutter suona con la stessa intensità tutti i grandi, Mozart, Beethoven, Brahms, Ciaikovsky, Vivaldi, ma collabora spesso con importanti nomi di compositori contemporanei e ha suonato anche rara musica da camera confermando la sua versatilità e la sua evoluzione artistica, ma per il suo ritorno in grande stile a Roma ha scelto uno dei pezzi più brillanti che l’hanno consacrata presso il grande pubblico.

Elegante e sofisticata (veste rigorosamente Christian Dior da anni, per praticità, come ha sempre sostenuto), la Mutter è stata una delle prime musiciste che hanno associato all’indiscutibile avvenenza, ampiamente valorizzata dalle copertine delle sue incisioni, la tecnica e il valore artistico, anticipando quella che adesso è diventata una consuetudine, ma la violinista ha sempre fatto parlare di sé, non solo per la sue qualità artistiche ulteriormente esaltate dalla sua bellezza, ma anche per la sua vita privata.

Lanciata da Karajan, giovanissima a soli 15 anni, e avviata a una carriera prestigiosa e internazionale che anno dopo l’anno l’ha portata nelle più celebri sale da concerto di tutto il mondo, la Mutter è stata sposata con Detlef Wunderlich (avvocato di Karajan) da cui ha avuto avuto due figli e poi con il direttore e compositore André Previn con cui è rimasta in ottimi rapporti dopo il divorzio.

Completa il programma della serata, Ein Heldenleben – Una vita deroeuno dei poemi sinfonici più noti ed eseguiti di Richard Strauss (del 1899) autobiografia in musica in cui ripercorre il suo genio e che forma un dittico sulla figura dell’eroe romantico insieme al Don Chisciotte.

Venerdì 19, alle ore 19, torna l’appuntamento con Spirito Classico, l’introduzione all’ascolto con aperitivo e acquistando i biglietti della galleria 8 per il concerto del 19 gennaio è possibile sostenere Mus-e, il progetto multiculturale europeo dedicato ai bambini.

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