Fino al 21 gennaio al Teatro Franco Parenti, Milano “L’uomo seme”

Sonia Bergamasco prosegue – dopo Karénina. Il Ballo, Il Trentesimo Anno, Louise e Renée – la sua esplorazione del femminile attraverso la lingua forte e scabra di Violette Ailhaud, autrice di questo stupefacente manoscritto.
All’indomani della Grande guerra, tra le montagne dell’Alta Provenza, c’è un villaggio in cui tutti gli uomini sono morti. Tranne uno, L’uomo seme. La giovane Ailhaud, testimone dei fatti, trova la forza e le parole per raccontare quegli avvenimenti e affida il suo memoriale a un notaio con l’incarico di consegnarlo alla più giovane delle sue discendenti quando fossero trascorsi cento anni dagli eventi narrati. Inno spiazzante alla vita, L’uomo seme è uno spettacolo corale concepito in forma di ballata, in cui racconto, canto e azione scenica cercano un punto di equilibrio essenziale. Dopo una prima tappa in forma di lettura scenica presentata nel novembre 2014 a Radio3 nell’ambito del Festival teatrale Tutto esaurito!, il progetto Uomo seme ora si apre a una versione di scena che prevede la presenza, oltre a Sonia Bergamasco, del gruppo Faraualla – splendido quartetto di cantanti attrici – e di Rodolfo Rossi, musicista e percussionista. La cura dei movimenti coreografici è di Elisa Barucchieri. La scena e i costumi sono firmati da Barbara Petrecca.

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