Fino al 31 dicembre 2017 a Roma al Nuovo Teatro Orione “Lady Oscar”

Il primo spettacolo ad aprire MINDIE, la rassegna pensata con l’obiettivo di presentare al pubblico i migliori spettacoli indipendenti di teatro musicale sul territorio nazionale, è LADY OSCAR François Versailles Rock Drama in scena il 29, 30 e 31 DICEMBRE 2017 al Nuovo Teatro Orione.

Il regista Andrea Palotto, che è anche il Direttore Artistico della rassegna, ripropone al pubblico la versione musical di uno dei cartoni animati più amati degli ultimi quarant’anni. Portato in scena per la prima volta nel 2009 su licenza ufficiale di Riyoko Ikeda, autrice originale, e diventato uno dei successi più clamorosi della stagione, Lady Oscar è un Rock Drama interamente italiano, coraggioso e coinvolgente. E’ la storia di una giovane nobile allevata come un uomo da un rigido e austero generale francese che riuscirà a farla nominare, ancora giovanissima, capo delle guardie reali. Sullo sfondo di una Versailles condannata dalle vanità del suo splendore, la vita di Oscar è una storia tormentata, costantemente in bilico tra il senso del dovere e i primi istinti di donna che si confrontano con gli amori, gli scandali e i giochi politici che disegnano una Francia sull’orlo del baratro: la rivoluzione è alle porte e il potere del re sta per dissolversi nel sangue e nella rivolta. Il 14 luglio 1789 sta per sorgere sulla Bastiglia e Oscar impugna un’ultima volta la sua spada, ma stavolta a difesa della libertà di un popolo nel quale riconosce il suo amore, nel quale riconosce se stessa.

Andrea Palotto ricostruisce e reinterpreta la storia dell’eroina francese, riuscendo a cogliere abilmente i punti essenziali dei fatti storici e dei caratteri peculiari dei protagonisti. I temi sociali trattati come i giochi di potere, la disuguaglianza, la povertà, la voglia di riscatto di un popolo oppresso diventano i veri protagonisti della vicenda. Focale per la narrazione diventa la scelta di raccontare il punto di vista del popolo attraverso le parole de “L’Ami du Peuple” il giornale satirico di Marat (qui immaginato come un teatro di burattini) che con le sue invettive ironizzava su una nobiltà disinteressata e colpevole.

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