Domenica 10 dicembre (ore 17) al Teatro di Villa Torlonia GUL UNO SPARO NEL BUIO

GUL _ Gemma Carbone

Domenica 10 dicembre (ore 17) al Teatro di Villa Torlonia l’attrice italo svedese Gemma Carbone porta in scena GUL uno sparo nel buio, un monologo, un giallo, un fatto reale, l’omicidio del premier svedese Olof Palme nel 1986. Scritto insieme a Giancarlo De Cataldo, Giulia Maria Falzea, Riccardo Festa, lo spettacolo accosta e sovrappone immagini, testimonianze, parole e frammenti di accadimenti, componendo un mosaico con diverse chiavi di lettura per raccontare una storia così tragicamente presente nella nostra contemporaneità, nella formazione dell’Europa.

L’assassinio del premier social-democratico svedese Olof Palme ha segnato la storia politica mondiale e rappresenta a tutt’oggi, per la nazione da lui governata, un grande mistero senza soluzione, un giallo che non ha colpevoli né mandanti, archiviato con una generale rimozione collettiva. La questione politica è immensa e ancora non totalmente chiarita: ci sono indizi che legano addirittura la CIA, la P2 e Lucio Gelli al complotto attorno all’omicidio, ma esistono tracce di coinvolgimenti dei servizi segreti sudafricani, di terroristi curdi e neonazisti scandinavi. Oggi, quello che ci rimane della sua vita non è altro che una storia densa di cospirazioni e interessi politici, un lutto nazionale, un assassino mai arrestato.

«Questo spettacolo è un monologo. Questo monologo è un giallo. In particolare è un giallo svedese: c’è la neve, le giornate in cui non sorge mai il sole, un omicidio violento, un complotto politico – racconta Gemma Carbone, autrice e interprete della pièce – In questo spettacolo tutti i personaggi sono biondi e molto alti. Alcuni molto ricchi e importanti, altri soli e disperati. Nessuno è felice. Il più infelice di tutti è O.P. che poi è anche la vittima. Di O.P. sappiamo tutto: chi era, cosa ha fatto, cosa pensava, persino come si muovevano le sue gambe quando andava a correre nei boschi vicino alla sua bella casa di Stoccolma. Quello che non sappiamo è l’identità del suo assassino, l’arma con cui è stato ucciso e, sopra ogni altra memoria o elucubrazione, il perché. GUL significa giallo in svedese. Questa storia coniuga due elementi distanti eppure pertinenti: il primo è il genere, in letteratura comunemente conosciuto come giallo, appunto; il secondo è uno degli eventi più traumatici della storia contemporanea europea: per l’appunto l’omicidio del premier svedese Olof Palme nel 1986, esattamente come, quasi vent’anni prima e in un altro continente, la morte di John Fitzgerald Kennedy sconvolse gli equilibri politici del tempo. Ad oggi la questione politica è irrisolta: nessuno ha un alibi, tutti hanno un movente. L’omicidio di Olof Palme è un cold case per eccellenza». Oltre a riportare all’attenzione pubblica il grande giallo politico, lo spettacolo risveglia la coscienza e il sospetto nei confronti delle possibili forze oscure che governano l’ordine mondiale, oltre a sollevare questioni importanti sul disagio della democrazia, sull’ipocrisia politicamente corretta che avvelena il principio dell’uguaglianza.

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