Fino al 10 dicembre a Roma al Teatro India, “Il ritorno di Casanova” di Schnitzler

La compagnia Lombardi-Tiezzi è in scena al Teatro India di Roma fino al 10 dicembre con il bellissimoIl ritorno di Casanova, atto unico di Schnitzler, tragicommedia feroce e malinconica scritta nel 1918.

Protagonista è un vibrante e attentissimo Sandro Lombardi nel ruolo del seduttore veneziano Giacomo Casanova, travolto dall’arrivo della vecchiaia, tappa obbligata della condizione umana: a 53 anni è diversissimo rispetto al seduttore passato alla storia. Entra in scena e zoppica, è affaticato mentre cammina e addirittura mentre parla. Dalle sue parole traspaiono disillusione, ma anche feroce nostalgia, non solo delle sua gioventù all’insegna della passione amorosa e delle sue avventure, ma anche della sua Venezia che non vede da anni dopo la sua fuga rocambolesca dal carcere dei Piombi.

Tutto il testo (adattato da Tiezzi) e la cesellatissima recitazione di Lombardi restano in perenne fra Eros e Thanatos in un’atmosfera venata di malinconia e di amara ironia: nonostante tenti continuamente di aggrapparsi a un passato glorioso che ricorda anche con una malcelata superbia, Casanova riflette l’immagine che Schitzler gli ha cucito addosso, quella di un uomo di mezza età forse anche un po’ patetico, preso dai ricordi e dall’ebbrezza della gioventù, ma improvvisamente di nuovo in balìa dei sensi e pronto a tutto pur di soddisfare le sue smanie amorose.

Causa scatenante del risveglio dei sensi di Casanova, è la giovane Marcolina (solo evocata), nipote del suo amico Olivo. Ma Casanova deve fare i conti con la realtà e con il fatto che Marcolina lo ignora sdegnando il suo interesse e rendendo vani i suoi tentativi di seduzione. Sulla scia dei ricordi dei fasti del passato, il seduttore veneziano, sulla non si arrende ed è pronto a tutto pur di sedurre Marcolina anche a pagare il giovane amante di lei, il giovane e prestante luotenenente Lorenzi (Alessandro Marini), che accetta lo scambio dicendo pagare un rosso debito di gioco. Ma al risveglio, Casanova capisce dallo sguardo di Marcolina di essere veramente vecchio travolto dalla disperazione.

Lo spettacolo, adattato e diretto da Federico Tiezzi è apparentante statico, ma lascia addentrare lo spettatore nei meandri del dramma emotivo e psicologico di Casanova insinuandosi nella mente della platea. La scenografia che si completa con candelabri eleganti, un tavolo, due sedie e le luci soffuse fra preziosi costumi veneziani del Settecento e parrucche, richiama l’atmosfera malinconica che permea l’intero testo.

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