Il 28 e 29 novembre, ore 21, al Teatro di Rifredi, Firenze “I ragazzi di via Boccaccio#Decameron”

Nuova produzione di Pupi e Fresedde, al Teatro di Rifredi martedì 28 e mercoledì 29 novembre alle ore 21 andrà in scena  “I Ragazzi di Via Boccaccio#Decameron” progetto vincitore di  “Sillumina Copia privata per i giovani, per la cultura”, un bando promosso dalla SIAE  per sostenere opere inedite di autori, artisti ed interpreti di età non superiore ai 35 anni.
Il Decameron è vicino o lontano dalle ragazze e i ragazzi di oggi? Se pensiamo alle stranezze del medioevo, all’Elitropia di Calandrino o alle reliquie di Frate Cipolla, ai banchetti e alle guerre sante, il libro ci sembrerà lontanissimo. Facendo però un passo indietro dai singoli racconti, l’immagine cambia: troviamo un gruppo di giovani che si raccontano storie, cercando un modo per capire il mondo, per farlo proprio, cambiarlo. In questo, il capolavoro di Boccaccio è senza tempo. Da qui è iniziata l’opera di riscrittura e allestimento del grande classico.
Il testo originale di Andrea Falcone guarda al Decameron, attualizzandone il contesto: i giovani, questa volta, non scappano dalla peste, ma dalla solitudine e dall’indifferenza. Non si rinchiudono in una villa in campagna, ma in una chat. Allora come oggi, questo rifugio è una parentesi, una palestra in cui i personaggi provano a sviluppare il muscolo dell’empatia con l’esercizio più vecchio del mondo: il racconto. Le classiche storie di Boccaccio si mescolano con altre, provenienti dalla vita quotidiana dei protagonisti.
La regia di Giacomo Bogani strizza l’occhio a Cinema e Serie TV, per mettere in scena uno spazio dove il reale e il virtuale si toccano, dove ognuno dei protagonisti ha modo di esprimersi, dando forma al proprio universo fatto di riferimenti pop, amori e passioni. I giovani “novellatori” recuperano alcune storie originali del Decameron per raccontarle alla propria maniera (sono le storie di Elisabetta da Messina, Ser Ciappelletto, Nastagio degli Onesti, Simona e Pasquino, del Conte di Anversa e di Griselda), e al  contempo raccontano se stessi, confrontandosi con le proprie paure. Il contesto della chat diventa una sorta di catalizzatore che rende più evidenti le mancanze di tutti i personaggi e li aiuta a superarle. La tecnologia, così come la letteratura, sono strumenti. A volte basta uno spunto, una chiave di lettura, per rendersi conto di quanto siano utili, di quanto possano cambiarci la vita. Basta solo sfruttarli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...