Natale in casa Cupiello – Dal 20 dicembre al 4 gennaio al Teatro Argentina

natale_in_casa_cupiello_latella_da_sx_fracesco_manetti_lino_musella_ph_brunella_giolivo

Dal 20 dicembre al 4 gennaio torna al Teatro Argentina la produzione pluripremiata 2014 del Teatro di Roma, un grande successo discusso e insieme applaudito, firmato da Antonio Latella, che porta allo scoperto i tanti significati del “sottotesto” del capolavoro di Eduardo

Natale in casa Cupiello

di Eduardo De Filippo
regia Antonio Latella

con Francesco Manetti, Monica Piseddu, Lino Musella, Valentina Acca
Francesco Villano, Michelangelo Dalisi, Leandro Amato, Giuseppe Lanino
Maurizio Rippa, Annibale Pavone, Emilio Vacca, Alessandra Borgia
drammaturga del progetto
 Linda Dalisi
scene Simone Mannino e Simona D’Amico
costumi
 Fabio Sonnino – luci Simone De Angelis – musiche Franco Visioli
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2015 ad Antonio Latella per la Miglior regia
Premio ANTC 2016, Premio Nico Garrone 2016 ad Antonio Latella
Premio Ubu 2015, Premio ANTC 2015, Premio Hystrio 2016 a Monica Piseddu come Miglior attrice

IL TEATRO DI ROMA TI INVITA A FESTEGGIARE IL NUOVO ANNO AL TEATRO ARGENTINA
Sabato 31 dicembre ore 20.30 recita straordinaria di Natale in casa Cupiello
ore 23.30 aspettando la mezzanotte in Sala Squarzina BRINDISI con spumante e panettone insieme a tutti gli attori

natale_in_casa_cupiello_latella_da_sx_giuseppe_lanino_francesco_manetti_monica_piseddu_ph_brunella_giolivo

Ritorna dal 20 dicembre al 4 gennaio sul palcoscenico del Teatro Argentina, Natale in casa Cupiello di Eduardo con la regia di Antonio Latella e la sua rilettura estrema, coraggiosa, quasi metafisica. La produzione di punta del 2014 del Teatro di Roma, che ha collezionato grandi successi, premi e riconoscimenti, è un capolavoro di “amarezza dolorosa”, in cui il lavoro di Latella reinterpreta l’eredità di Eduardo come autore, artista e personaggio, dal respiro europeo. Un’eredità che ha il suo filo conduttore nello studio e nel confronto con la tradizione alla ricerca di forme nuove, affrancate dalla riproduzione e dai condizionamenti: «per ereditare qualcosa bisogna accettare il fatto di non essere più figli ma “orfani” – commenta Latella – solo quando accetti di essere orfano hai la capacità di ereditare e di capire cosa stai ricevendo. Succede quando smetti di parlare di te stesso e parli dell’altro, provi a esprimerti attraverso l’altro, attraverso colui che ti lascia un’eredità. Se penso al rapporto di Eduardo con la tradizione e allo spostamento dalla tradizione che ha provocato con il suo lavoro, comprendo che noi ereditiamo proprio questo spostamento».

Domina e sottende Natale in casa Cupiello, la ricerca continua di un dialogo tra lingua italiana e napoletana, non dimenticando mai il confronto tra tradizione e riforma, radici e trasformazione, origini e innovazione. Proprio nella lingua risiede l’omaggio di Latella all’ “Eduardo” artista e uomo, drammaturgo di portata europea. Mentre la conquista di quello “spostamento” dalla tradizione come eredità, si manifesta e si dispiega nella drammaturgia “visiva” che si concentra sul Presepe. L’ossessione di Luca Cupiello che chiudeva allusivamente C’è del pianto in queste lacrime, esplorazione di Latella e della drammaturga Linda Dalisi nel mondo della sceneggiata napoletana. Il Presepe è corpo, voce, parola, sguardo, è l’animale chiuso in ogni personaggio, è il dono che ogni personaggio porta al suo Creatore. «La stella cometa non porta nessuna buona notizia, non mi interessano i buoni sentimenti. Luca Cupiello insegue la stella come le pale di un mulino a vento. Lievita in assenza di concretezza e si riduce ad un dolore fasciato di pelle e ossa; un pater fuori ruolo che parla un’altra lingua e si muove in un altro modo – annota Antonio Latella La stella cometa illumina un presepe dietro il quale abbiamo messo tutto quello che non vogliamo vedere o che non vogliamo accettare, mentre arrivano le feste. La famiglia e le sue relazioni interne. La casa e gli equilibri che governa. Il carrozzone da trainare per un’altra “madre coraggio». Quello che i genitori vogliono e quello che i figli fanno, le aspirazioni degli uni e la libertà degli altri, come si dovrebbe essere e come si vuole apparire. Vuoti di senso sempre più difficili da colmare che diventano risacche di risentimento, odio, perbenismo formale diventato un abito troppo stretto per emozioni e sentimenti. E poi i parenti, i vicini, gli altri. Le generazioni si avvicendano e sono portatrici di valori diversi, distanti, inconciliabili, dagli esiti imprevedibili. «Sguardi pronti a diventare giudizi e a indurci in comportamenti che qualcuno ha assunto come adeguati. Tutti sono immersi in un rituale funebre di interessi e di apparenze. Tutti sono schiavi di un dedalo di aspettative scontate, immobili come i personaggi del presepe, ma qui non ci sono nascite in vista».

Natale in casa Cupiello ha avuto una gestazione complessa, a tappe: nasce nel 1931 come atto unico (il secondo della versione definitiva) e segna il debutto di Eduardo De Filippo con i fratelli Peppino e Titina e la loro compagnia del Teatro Umoristico. Circa un anno dopo fu aggiunto quello che sarebbe diventato il primo atto e due anni dopo ancora il testo fu completato con un terzo atto. Negli anni successivi al debutto Eduardo lo portò in scena sia nella versione costituita dai primi due atti sia in quella che includeva anche il terzo atto, versione che poi si è consolidata come quella definitiva. Eduardo ha continuato a portarlo in scena fino alla fine degli anni Settanta, e ha continuato a lavorare anche al copione, arricchendolo, modificando in alcuni punti la lingua, cambiando piccole cose, tagliando battute, ridefinendo i personaggi secondari. L’autore stesso ne curò le versioni radiofoniche e soprattutto quelle televisive del 1962, 1977 (nel 1958 la Rai trasmise lo spettacolo in diretta dall’Odeon di Milano). Nato dopo la Prima Guerra Mondiale Natale in casa Cupiello venne poi incluso dallo stesso Eduardo nel volume La cantata dei giorni pari, raccolta di suoi testi precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, per distinguerli dai successivi raccolti ne La cantata dei giorni dispari.

(Nota storica a cura di Linda Dalisi)

natale_in_casa_cupiello_latella_una_scena_ph_brunella_giolivo

La tournée dello spettacolo continua:
5/8 gennaio 2017 | Teatro Metastasio – Prato
10/22 gennaio 2017 | Teatro Carignano – Torino

IL 31 DICEMBRE BRINDA AL TEATRO ARGENTINA!

  • ore 20.30 recita straordinaria Natale in casa Cupiello 
  • ore 23.30 aspettando la mezzanotte in Sala Squarzina BRINDISI
    con spumante e panettone insieme a tutti gli attori  

Biglietto spettacolo e brindisi: platea € 35.00 _ palchi platea, I e II ordine € 25.00 _ palchi III, IV e V ordine € 20.00

Annunci

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...