“La voce del padrone” al Teatro Tirso De Molina, ultimo appuntamento questa sera ore 21,00

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La Recensione.

La sottile linea tra il compromesso e la manipolazione.

Grande affluenza di pubblico per la commedia musicale di Marco Greganti e Giuseppe Santilli per la regia di Annalisa Favetti: una riflessione sulla evoluzione della comunicazione dal primo film muto alla nascita della televisione.

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Passione pura alla base di questo lavoro, come puro è l’animo di Guglielmo, Giuseppe Santilli, un conduttore radiofonico povero in  canna la cui voce raggiunge leale il pubblico, fino al successo e alla conseguente accettazione dei primi compromessi con il Ministro delle Comunicazioni, le cui pressioni si fanno sempre più forti man mano che l’ideologia del tempo, siamo negli Anni Venti, si radicalizza chiedendo, in cambio di danaro e fama, la trasmissione di false verità. 

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Solo al momento della rottura con Eleonora, la gentile e risoluta fidanzata, Guglielmo ritrova la purezza perduta e la forza di opporsi alla “voce del padrone” avviandosi alla risoluzione finale, insieme a lei verso i tempi moderni.

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Interessante excursus storico dalla nascita del cinema muto all’invenzione del televisore nel 1954. Tutto è curato nei minimi particolari, dalla scenografia, in cui sono inseriti dettagli originali d’epoca, ai costumi e al parrucco, ai brani di repertorio storico. Leggera e divertente l’esposizione del rapporto tristemente e dannosamente ancora attuale tra media e potere, che si fa messaggio più profondo nei testi musicati inediti; entusiamante il brano “Successo” nella perfomance di Veronica Nebbia,  l’inesperta Maria Vittoria conduttrice radiofonica al fianco di Gugliemo.

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La narrazione su due livelli è ben strutturata e la regia di Annalisa Favetti è affidabile e metodica; azzeccata la scelta delle videoproiezioni in bianco e nero, a tratti commoventi, dal duplice intento sia narrativo che “strumentale”; un salto nel futuro, dal passato dei primi mass media.

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Giuseppe Santilli oltre che voce e penna dei brani musicati è anche artefice dei costumi (rielaborati a partire da quotidiani e giornali), delle acconciature e della scenografia, i cui richiami alla carta stampata non risultano ridondanti bensì avvolgenti tanto da poter sentire, suggestionando, l’odore pungente dell’inchiostro che la stampante d’epoca imprime sui volantini e i giornali della Resistenza.

Antonella Martino

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5 commenti

  1. Mi spiace non condividere questa recensione, che trovo eccessivamente entusiasta, quasi compiacente.
    Ho assistito allo spettacolo, ma non ne sono rimasta coinvolta. Complessivamente, la riuscita non mi è sembrata all’altezza del lodevole, enorme, sforzo personale che si capisce essere dietro alla sua messa in scena.
    Mi sbaglierò, ma a mio parere gli importanti temi che la recensione dice essere stati trattati sono stati sviluppati in maniera piuttosto confusa ed approssimativa.
    Invece, ho apprezzato molto le musiche e lo sforzo della regista, nonchè i comprimari caratteristi.

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    • L’entusiasmo dei caratteristi è contagioso! Ciò non toglie nulla all’obiettività dell’analisi. Ho notato un leggero buco nella sceneggiatura sul finale che la regia rende meno evidente. Nel complesso un ottimo lavoro che vale la pena sviluppare. A.Martino

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    • Lo spettacolo a mio parere è riuscito in un intento grandissimo: fare commedia su un tema scomodo, che al contrario di quello che dice il commento precedente, è messo a fuoco e centrato. Con un messaggio chiaro e tondo. Gli spettacoli approssimativi sono ben altri…

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  2. Salve, intanto ringrazio chi ci ha scritto una bella recensione e chi ci ha fatto una marea di complimenti…..sono qui a comunicare anche che già ci hanno proposto di portare questo spettacolo in altre città italiane.
    Ma voglio ringraziare anche la sig.ra Stricchi per la sua recensione non positiva, dicendole che le critiche non faranno altro che farci migliorare e portare il prodotto finale a livelli ancora più alti…basta dare una bella ristrutturata a tutto ciò che, anche a noi, non è andato bene……insomma ci impegneremo di più per migliorare!
    Comunque è l’unica che non ha visto il grande lavoro che c’è stato dietro e l’impegno che gli ATTORI ci hanno messo.
    Musiche inedite dal vivo, testi inediti, costumi e parrucche originalissime e scenografie nate dal nulla…..comprese di filmati e proiezioni girate in precedenza per dare un’enfasi maggiore alla parte del muto.
    E il testo dell’opera scritto di sana pianta……non ripreso da uno dei tanti copioni che si trovano ovunque.
    Una delle più belle cose che ci hanno detto è stata: “FINALMENTE SI E’ VISTA UNA VERA REGIA……LO SPETTACOLO NON HA NULLA DA INVIDIARE ALLE ALTE PRODUZIONI CON NOMI FAMOSI, ANZI C’E’ STATO UN LIVELLO CHE SUPERA ALTAMENTE CERTI ALTRI TIPI DI SPETTACOLI!”
    Mi dispiace che c’è chi non coglie l’essenza di un gran bel lavoro…..
    Faccio parte della compagnia….persone che studiano e lavorano e che si sono impegnate tantissimo perdendo ore e ore di sonno per far sì che il risultato finale sia stato uno STRABILIANTE SUCCESSO!!!!!
    GRAZIE

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  3. Meritocrazia piena a chi negli anni ha saputo crescere in questa passione, trasformandola in un lavoro ” appassionato”!! Rispetto ai precedenti spettacoli si nota una vera crescita dei caratteristi ed un ‘ eloquente regia che ha permesso di unire ed esaltare piu’ elementi espressivi…”le motiv” dell’effetto musical, ad esempio, assoluta novita’che si sposa perfettamente con i tempi di recitazione! Buon proseguimento…di lavoro!

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