“Tutto per bene” nella messa in scena del direttore del Teatro di Roma

lucia lavia e gabriele lavia in tutto per bene - 03 - foto di serafino amato La Recensione

Iera sera il primo appuntamento di Tutto per bene la commedia pirandelliana di scena al Teatro Argentina di Roma fino al 27 gennaio.

Con Gabriele Lavia, nella doppia veste di regista e interprete, la figlia Lucia nel ruolo di PalmaGianni De Lellis, Woody Neri, Daniela Poggi, Riccardo Bocci, Dajana Roncione, Giorgio Crisafi, Riccardo Monitillo e Alessandra Cristiani, recitazione “espressionista” ma non disturbante.
Diversi i registri di Lavia regista: linguistico, verbale, corporeo (i movimenti a ralenti di alcune scene e l’inserto onirico-coreutico in cui evoca la passionalità dirompente della moglie). Una regia quasi “cinematografica” anche nella riproduzione dei diversi piani temporali.

Un uomo solo. Martino Lori di Gabriele Lavia è un’anima piegata in due.
Estraneo alla volgarità e al cinismo che lo circondano, annaspa come in un acquario negli imponenti, lividi, ambienti borghesi in cui gli altri, dalla amata figlia Palma, all’amico potente Salvo Manfroni, si muovono con spigliata destrezza, incapaci di fermarsi, quanto di ascoltare; presi dall’interpretazione della loro vita e  delle loro relazioni deliberatamente e consapevolmente vissute come una farsa.
Umiliato e offeso, Lori ha commesso un delitto imperdonabile: è un uomo Mite, un ”Idiota” e la sua idiozia risulta tanto più irritante per chi lo circonda, quanto più fa da specchio all’ipocrisia e alla falsità che sembrano permeare l’intera umanità ritratta in “Tutto per bene”.

Un velo nero (parte “reale” della scenografia) separa non solo gli ambienti interni dal viale esterno che conduce alla monumentale tomba fatta erigere in memoria della adorata (traditrice) moglie, ma  divide come un muro invalicabile il mondo della verità da quello della finzione: soltanto i morti, coloro che sono nel “luogo di verità” sanno ascoltare e dare un senso alle parole che sembrano averlo perso nella vita di tutti i giorni.
Con i vivi è tutta un’altra storia: nessuno ascolta, tutti sanno, tutti giudicano, tutti condannano.
Lui non sa o non ha voluto sapere (e quanti di noi, non riescono ad avere il coraggio di non sapere?!) che la defunta, venerata moglie lo tradiva con il suo potente amico Senatore, padre di Palma, che Lori crede essere sua figlia.
Non sa o non ha voluto sapere che tutti lo disprezzano perché lo credono “compiacente” per bassi motivi di carriera e di eredità.
Non sa. Ma quando il velo si squarcia e, durante un tempestoso colloquio con Palma, Lori viene messo al corrente della Verità non la luce, ma il buio, il terrore del non-senso, si impossessano di lui.
Chi ha capito il gioco non riesce più ad ingannarsi;ma chi non riesce più ad ingannarsi non può più prendere ne gusto ne piacere per la vita”.

Gabriella Di Ventura

Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 www.teatrodiroma.net
Biglietteria Teatro Argentina: tel.06.684.000.311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo)
Orari: martedì, mercoledì, venerdì ore 21 – giovedì e domenica ore 17 – sabato ore 19
Durata spettacolo: 2 ore e 20 minuti con intervallo
Costi:
biglietto intero €27 platea palchi €22  galleria €16 – ridotti da €22 a €13 (senza prevendita)
Ufficio Stampa Teatro di Roma: 06.684.000.308 ufficiostampa@teatrodiroma.net

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