Domani Massimo Venturiello in Pseudolus di Tito Maccio Plauto

Massimo Venturiello
Massimo Venturiello

28 Luglio – Teatro Romano Ostia Antica – ore 21,00

PRESENTAZIONE

Pseudolo insieme al Miles, è all’apice del teatro plautino e come nel Miles anche in Pseudolo tutta la commedia (scritta da Plauto) gira intorno al servo, in questo caso Massimo Venturiello. La scena apre è semicircolare a ricordare quella piazza dove accadono tutti gli inganni che Plauto meglio di tutti
sapeva rappresentare. Il pretesto per raccontare i “tipi fissi” è la separazione dei due innamorati e in questa commedia ci divertiamo a raccontare non solo la storia ma soprattutto quei personaggi che vivono dentro e fuori il teatro. Per questo non parliamo di una regia o messa in scena in senso tradizionale, ma di attori che sanno ben giocare con le astuzie plautine. In questo Massimo Venturiello rappresenta quell’istrione che in scena è libero di spaziare in argomenti e sentimenti, battute e circostanze comiche. Nel totale rispetto della storia plautina, gli attori interpretano più parti grazie all’uso delle maschere della Commedia dell’Arte e della stessa Commedia Latina. Le musiche dal vivo e le canzoni di Andrea Mazzacavallo, completano questa nostra opera che abbiamo il piacere di presentarvi.

Cristiano Roccamo

PERCHE’ PLAUTO

Plauto scriveva per un pubblico popolare, cercava di assecondare il gusto del pubblico e di ottenere l’applauso della platea. Al pubblico popolare piacciono i vari espedienti farseschi: le sorprese e le battute comiche, gli equivoci e gli scambi di persona, le beffe e i raggiri, la caricatura e la parodia, i giochi di parole, i doppi sensi grossolani, l’esaltazione dei piaceri materiali, la ricerca del guadagno e del denaro con ogni mezzo. Plauto è il padre del teatro comico popolare moderno. Le sue commedie hanno ricevuto pesanti critiche in epoche dominate dal gusto classico o classicistico perché non rappresentavano un’arte raffinata, morigerata e decorosa. Il classicismo francese del Seicento, per esempio, anche se il grande Moliere trasse spunti e argomenti da Plauto, mostra un profondo disprezzo nei confronti delle commedie plautine, in particolare per il linguaggio ruvido e triviale. Ma a partire dai primi decenni del Novecento il comico farsesco torna di moda e riacquista un valore artistico. La fortuna del teatro di Plauto segue l’onda dei film comici di Charlie Chaplin. Nel mondo di Plauto non esistono né moralità né umanità: i rapporti tra gli uomini si basano sull’inganno e sulla frode, oppure mirano a ricavare guadagno o piacere. I sentimenti e gli affetti sinceri, quando ci sono, sono comici e non commoventi.

regia Cristiano Roccamo
musiche Andrea Mazzacavallo
scene Matteo Soltanto
costumi Laetitia Favart
con Massimo Venturiello – Camillo Grassi – Cristiano Roccamo – Luca Cairati – Massimo Boncompagni – Valeria Abbondanti al Flauto

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