ERODIADE

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MARIA PAIATO
ERODIADE
di Giovanni Testori

regia Pierpaolo Sepe

drammaturgia e aiuto regia Francesca Manieri
scene Francesco Ghisu
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Francesco Forni
trucco Vincenzo Cucchiara

Nuova Teatro Eliseo e Teatro Stabile del Veneto

Il 19 ottobre, alle ore 20.45, riparte la stagione del Piccolo Eliseo con l’atteso ritorno della straordinaria Maria Paiato, tra le attrici più amate del teatro Italiano, vincitrice negli ultimi anni di diversi riconoscimenti tra cui due premi Ubu, gli Olimpici del Teatro e il Premio Eleonora Duse. Diretta da Pierpaolo Sepe, interpreterà Erodiade, personaggio che l’autore Giovanni Testori definì “una figura a metà fra il Dio astratto e quello incarnato”.

Una lunga catena di parole, una lotta senza scampo tra due amanti e il Dio che tra essi si frappone, una strenua volontà di sapere.
Un’Erodiade ridotta alla sua essenza, una messa in scena nuda e feroce, come nudo e feroce è l’animo di Erodiade. Bestia sovrumana, che crea e ricrea nel gesto tutto ciò che la circonda. Male eterno che flagella come monito costante di perdizione la specie umana, e, creatura tutta umana, aspirazione permanente e incerta al bene, fragile ferita esposta all’abisso crudele e insensato della luce, dell’amore.
Nel vuoto di questa reggia immaginaria si apre il baratro dell’assurdo di Dio. Lo spazio risuona e risente del silenzio del Suo abbandono. Eppure,nell’attimo stesso in cui l’anima cede alla tentazione del niente, la parola decade, preda del dubbio che si manifesti, per gli umani, l’inattesa coincidenza tra Dio e una rara e faticosa possibilità d’amore.
Testori definì Erodiade una figura a metà fra il Dio astratto e quello incarnato. Sola sulla scena, Erodiade, antica concubina di Erode, si rivolge ora alla testa di San Giovanni, ora sull’autore, rivelando le vere motivazioni della decollazione del Battista. E’ stata lei a spingere la figlia Salomè tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore.
Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio di Giovanni e cerca la morte in scena. Composta tra il 1967 e il 1968, “Erodiade” fu pubblicata per la prima volta nel 1969 e quindi rielaborata nel 1984 fino al rifacimento dell’ “Erodiàs”, inclusa nel “Corpus dei Tre Lai”.

Pierpaolo Sepe
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