A MIDSUMMER NIGHT’S DREAM

>La concordia dei discordi

A Midsummer Night’s Dream è una delle opere di Shakespeare più originali, più comunicative e più abilmente costruite. Sebbene l’autore abbia attinto da opere di vari autori – dal Knight’s Tale di Chaucer e dalle Vite di Plutarco per Teseo ed Ippolita, dalle Metamorfosi di Ovidio per il nome di Titania e dal Piramo e Tisbe per la tragedia inserita nella commedia, e forse anche dall’Asino d’oro di Apuleio per la trasformazione di Bottom, la base narrative sembra essere, insolito in Shakespeare, di sua invenzione. E sebbene sia uno tra i suoi primi lavori, scritto probabilmente intorno al 1595, accanto a Romeo and Juliet di cui sembra una parodia, è perfettamente riuscito. Per il soggetto e lo stile, è stata avanzata l’ipotesi che Dream sia stato scritto in occasione della celebrazione di un matrimonio della corte elisabettiana; anche se così fu, è stato rappresentato certamente anche in teatri pubblici, poiché nella copertina della prima edizione a stampa (1600) dichiara esplicitamente che era recitato in pubblico da diversi anni…. dai valletti del Lord Chamberlain, la compagnia alla quale Shakespeare apparteneva.
Dream ha per argomento l’amore ed il matrimonio; Shakespeare fa interagire quattro diversi gruppi di caratteri – la corte, gli amanti, i commedianti, le fate – per drammatizzare i vari aspetti dell’esperienza amorosa. Il matrimonio della coppia Teseo/Ippolita è l’evento intorno al quale si muovono le storie di tutti, alla fine riuniti nella scena finale, quando i servi, per celebrare l’avvenimento – che determina anche le nozze dei quattro giovani amanti dopo le loro schermaglie nel bosco e la risoluzione del sempre più aspro conflitto tra Oberon e Titania -allestiscono la commedia Piramo e Tisbe.
La benedizione del palazzo da parte delle fate, alla fine della commedia, è una immagine potente di armonia, di quella “concordia” verso la quale ha teso tutta l’azione.
Ma la concordia è stata raggiunta solo da personaggi che hanno retto il conflitto estremo. Commentando la descrizione apparentemente contraddittoria della recita dei servi come “tragicissima allegria”, Teseo chiede: “Come metteremo d’accordo questi discordi?” La risposta sembra essere, come sempre nelle commedie di Shakespeare, saper guardare dritto in faccia il potenziale pericolo. E’ come se Shakespeare avvertisse che, affinchè l’esito della commedia riuscisse convincente, dovesse essere sottoposto alla prova delle esperienze più dure: l’happy end è più efficace quando sia i personaggi sulla scena che il pubblico sono consapevoli di cosa si tratta.

Tale consapevolezza non scalfisce in alcun modo l’umore della commedia, al contrario lo intensifica per contrasto. Quando Bottom ed i compagni recitano la loro “tediosa breve scena” davanti alla corte, l’amore tragico di Piramo e Tisbe si collega all’esperienza dei quattro amanti nel bosco: senza il benefico intervento di Oberon nel ristabilire le unioni, potrebbero finire come loro – e questa consapevolezza spiega perchè essi trattino con tanta crudezza la recita dei servi.
Se il filo conduttore dell’intero Dream è la commedia nella commedia, il tema della prima parte è costituito dall’incontro tra Titania e Bottom. Qui, dove la regina delle fate si innamora di una testa d’asino, la caratteristica tecnica di Shakespeare di giustapporre contrasti estremi è in piena azione. Nel suo svolgimento, la scena contribuisce alla drammatizzazione del gioco dell’amore in tutte le sue forme: la sua gioia e la sua tristezza, il suo idealismo ed il suo egoismo, e il modo in cui gli uomini possono innamorarsi delle apparenze – che è il motivo per cui Oberon e Puck spruzzano l’essenza dell’amore sugli occhi della gente. E’ tipico della sottile trama della commedia toccare rapidamente uno degli estremi dell’amore, l’incontro tra la Bella e la Bestia nello scambio Titania/Bottom, e subito dopo un altro incontro su un piano più alto e più spirituale. Rappresentare Dream con un cast tutto maschile mi aiuta ad esprimere la a-sessualità, la androginia della commedia, una versione sublimata della concezione Elisabettiana di relazioni spirituali tra persone dello stesso sesso, una forma di spiritualità discutibilmente celebrata anche in uno dei Sonetti di Shakespeare.
Al centro degli estremi d’amore, in Dream, c’è Teseo. Il personaggio ha un passato movimentato, compresa, secondo Oberon, una storia con Titania e con numerose altre amanti; egli stesso ci informa di aver corteggiato Ippolita “con la spada/e vinto il suo amore con gli insulti”. Ma adesso è diventato saggio, equilibrato (con uno spiccato senso dell’ironia), giudice imparziale – ma un giudice che può allentare le maglie della legge nell’interesse di coloro che vi sono soggetti. Questo diventa chiaro nel suo giudizio finale sugli amanti: verso la fine della commedia, Teseo fa quello che al principio aveva detto di non saper fare, e quando vede che le due coppie di amanti sono appropriatamente e felicemente assortite, non tiene in alcun conto l’implacabile atteggiamento di Egeo nella stretta applicazione della legge Ateniese. “La legge Ateniese”: la commedia, tecnicamente, si svolge ad Atene, dove le fate sono arrivate dalle “più lontane steppe dell’India”; ma sarebbe difficile immaginare una piéce più inglese di questa. Questo appare incontestabilmente nella drammatizzazione del regno delle fate. Sheakespeare si è ispirato al folklore inglese per i personaggi di Oberon, Titania e Puck, anche se tutti e tre sono creazioni interamente originali ed individuali, caratterizzate principalmente dal linguaggio loro attribuito, la famosa scrittura lirica della commedia; ma il lirismo, in Dream, è vario quanto tutto il resto. Viene usato principalmente per evocare il mondo silvestre delle fate, dal quale esse traggono il loro potere – dai fiori selvatici, come dai “miracolosi raggi” del sole. Questo rapporto è reciproco. Quando Oberon e Titania litigano, infatti, la natura stessa precipita nel caos. Questo è il punto del monologo più lungo e più bello della commedia. L’evocazione di Titania del temporale provocato dalla sua lite con Oberon, è un monologo sulla confusione cosmica delle stagioni:
THE SPRING, THE SUMMER
THE CHILDING AUTUMN, ANGRY WINTER CHANGE
THEIR WONTED LIVERIES, AND THE MAZÈD WORLD
BY THEIR INCREASE NOW KNOWS NOT WHICH IS WHICH.
Ma se il testo di Titania culmina a tale livello, ancor più è capace di adeguarsi al greve linguaggio della terra, quando rappresenta la disastrosa estate che i comuni mortali devono sopportare, alludendo ad un campo appena arato, ora completamente allagato. “Il campo di nove uomini è sommerso dal fango”. Questa immagine del fango costituisce il culmine dell’audacia di Shakespeare: la regina delle fate, lontana dall’essere eterea e remota, si esprime col linguaggio comune dei contadini. E’ questa qualità che dà a Dream il suo sapore caratteristico, e spiega perchè, nonostante i riferimenti ad Atene o all’India, sembra ambientata nella campagna inglese. Dalla lontanissima steppa asiatica alla dolce campagna del Warwickshire, un atto di riflessione sui contrasti estremi drammatizzati nella commedia.
Roger Warren
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