Frontier(s)

‘Un’astuta e ambigua operazione formale e politica’

FRONTIER(S) è brutale, splatters e quanto mai violento. Segue il genere survival hardcore, nella tradizione di film come NON APRITE QUELLA PORTA. Anche se la pellicola è anche un ambigua e occhieggiante messa accusa politica a chi ha dato dei ‘rifiuti’. Eppure, il film anche essendo una violenta testata sul viso diffidente e condiscendente del cinema francese, punta senza alcun riserbo a far urlare dalla paura, lo shock e la nausea. Si tratta di un modo di fare cinema viscerale, all’avanguardia e privo di qualsiasi freno, per cui il regista Xavier Gens si mette in prima persona in serio pericolo. Il film è ispirato alle grandi gaphic novel, che solo alcuni anni fa sarebbero state impossibili da realizzare, ma che oggi riscuotono grande successo. FRONTIER(S) è un film ultra referenziale che rispetta i codici dei migliori film del genere ‘survival’ nell’accentuare i paralleli con il mondo che ci circonda. Come vuole la regola in questi casi FRONTIER(S) può contare su un buon cast di giovani attori di talento, su un regista con qualcosa da provare e su una sceneggiatura che va al di là di ogni limite. Eccessivo e originale sotto ogni punto di vista, FRONTIER(S) non ha nulla da perdere nel dilettarsi a dare del filo da torcere agli spettatori più deboli di stomaco, come hanno già fatto film come SAW-L’ENIGMISTA e WOLF CREEK. Quindi: da vedere con a portata di mano scatola di MALOX!!

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