BATMAN

Il cavaliere oscuro sbarca in italia e sbanca i botteghini

Il film del momento è Batman, Il Cavaliere Oscuro. Arrivato anche in Italia, dopo un discusso dubbio del lancio di un bel film in estate a distanza di qualche giorno dall’uscita americana ha battuto ogni record, arrivando a incassare ben 155 milioni di dollari soltanto nel primo weekend di programmazione nelle sale. Di certo è una fortuna di una sventurata o addirittura maledetta pellicola, che si è scagliata contro il suo protagonista più bravo e più arbitrale Heath Ledger, nella sua ultima interpretazione da Joker per cui già si parla di Oscar postumo. Il suo viso truccato goffamente è inquietante, quanto reale. Al contrario delle maschere e dei fumetti dei passati Batman, in questo film le inquadrature sono reali e i personaggi credibili. Joker non è un disegno, ma uno psicopatico, malefico, completamente imprevedibile. Talmente pazzo da conquistare il pubblico, da chiedersi cosa può fare ancora, lasciando stupore, ma anche un po’ di fascino. La seduzione della crudeltà e dell’insensato, dei soldi e della folle scelleratezza, un sadismo puro e simpatico che si imbatte solo alla fine con l’alternativa della scelta universale. Cosa scegliere tra i propri interessi e quelli della comunità? Batman davanti ad un Joker divertito e indifeso prende la sua decisione, con tutte le conseguenze, anche se maledette e ingiuste.

Come la scomparsa dell’attore e di Conway Wickliffe, il tecnico degli effetti speciali morto durante la lavorazione del film. A loro Christopher Nolan dedica Batman, che ha messo a tappeto il concorrente rosso Hellboy. Ma la maledizione continua perché anche Christian Bale è stato accusato di aggressione alla madre e alla figlia, anche se ora scarcerato procede il suo tour promozionale in Europa, rifiutandosi di rispondere a insinuazioni riguardo alla sua presunta depressione e alla crisi coniugale. E così il film sembra coprire con un velo di mistero oscuro i suoi personaggi, come se un’ombra li seguisse e li maledisse per rinchiuderli in un incubo. Il sogno perverso della mente di un pazzo che sembra interessato ai soldi, ma in realtà è solo un espediente per far uscire la cattiveria che è presente in ogni essere umano. Infatti, quello che conta nel Cavaliere oscuro è l’enigma della psicologia dei personaggi: i compagni (Harvey e Gordon) di Batman quanto gli antagonisti (Joker e Due Facce) che non sono semplici caratterizzazioni laterali ma diventano figure malate di un tormento, sistematicamente inquadrate dal basso (soprattutto Joker) come un insieme ambiguo e incombente.In apparenza il film sembra costruito sulla voracità e sul potere distruttivo del denaro ed invece, Il Cavaliere oscuro si rivela opera della paranoia e del progressivo affondare dell’unico eroe senza maschera di Aaron Eckhart (Harvey Dent), risentito coi compagni e attirato verso il basso da un inafferrabile Joker. Dalla “caduta” muore Harvey e nasce Due Facce, un reduce-sopravvissuto e psicopatico quanto l’irriducibile clown di Ledger, di cui il regista non rilegge le origini, perché Joker è figlio del caos e la sua ferita, aperta in un “sorriso”, è figlia di una leggenda declinabile all’infinito.Così a Gotham City non vince chi rischia di più o chi ha meno remore morali, ma i duellanti in realtà sono tutti ugualmente sconfitti e perdenti, anche se l’esistenza di tutti loro salva e dà l’anima al tutto.

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